CANICANI

di Aquilino

regia Stefano de Luca

con

Enrico Ballardini, Tommaso Banfi, Matteo Barbè, Marta Comerio, Carlo Ponta, Annamaria Rossano, Fabio Zulli

Musiche di Marco Mojana


In una tranquilla villetta a schiera, sulle note di allegri jingle pubblicitari, si compie l'inimmaginabile. Canbett, Canfil, Cancion, i giovani “canicani” vengono resi schiavi dai loro stessi genitori, cannibalizzati, i corpi ridotti a oggetti, a cibo. Canicani racconta, spingendola alle estreme conseguenze, la deriva antropofaga di una società in cui tutto è mercificabile. A cominciare proprio dal corpo, esibito, venduto, comprato -anche a pezzi, un tanto a organo - e sconciato a seconda delle necessità del potere, sia esso economico oppure legato alle strutture della società e della famiglia. La forma scelta per raccontare questo estremo degrado è quella del teatro musicale, con i personaggi a rappresentare sé stessi e le loro miserie - umane e disumane - in un folle karaoke omicida, sempre alla ricerca di un “pubblico”, teatrale o televisivo che sia, che li confermi nel loro assurdo, grottesco esistere. “Il potere di oggi manipola corpi e menti in un modo orribile, -ha scritto Pasolini- li manipola trasformandone la coscienza, istituendo dei nuovi valori che sono valori alienanti e falsi. Il valore del consumo.” I “Canicani” ci offriranno i loro corpi e le loro sofferenze da consumare come spettacolo, dati in pasto all'orco di turno sotto i nostri occhi, costretti a danzare e cantare insieme a noi la macabra e sguaiata danza del potere.



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